Coronavirus: Dieci comportamenti da seguire
Padova, 22 febbraio 2020
Alla luce della situazione che si è creata con la diffusione del Coronavirus in alcune zone del proprio territorio, la diocesi di Padova è in contatto con le competenti Autorità pubbliche al fine di applicare responsabilmente le disposizioni di protezione emanate per le comunità interessate e quelle di preventiva cautela riguardanti l’intero territorio.
Qualora ci fossero delle Ordinanze comunali che adottino provvedimenti ufficiali, i parroci e i responsabili delle diverse realtà parrocchiali vi si atterranno rigorosamente, anche se si trattasse – ove richiesto - di tenere chiuse le chiese, sospendendo le celebrazioni. Nelle parrocchie situate nel comune di Vo’, finora indicate dalle Autorità, non saranno possibili celebrazioni pubbliche, nemmeno domenicali. I fedeli ivi residenti sono dispensati dal precetto di partecipare alla Santa Messa e si raccomanda loro, personalmente o in famiglia, di dedicare un tempo adeguato alla preghiera. La stessa raccomandazione è per le comunità che fossero raggiunte da simili provvedimenti delle rispettive Autorità civili.
In merito alla sospensione delle attività delle Scuole materne o dei Nidi integrati, si fa presente che l’eventuale provvedimento di chiusura (per il quale sono competenti la Prefettura o il Sindaco) deve essere messo specificamente per iscritto.
Per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche nelle comunità non interessate da restrizioni, si suggerisce di osservare le normali attenzioni sanitarie più volte ribadite e di provvedere alla distribuzione dell’Eucaristia sulla mano, a titolo prudenziale, con senso di realismo e senza creare inutili allarmismi.
La presente Nota si applica su tutto il territorio diocesano.
don Giuliano Zatti
per informazioni e prenotazioni:
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Un anno dopo il restauro e la collocazione vicino all’altare maggiore mi soffermo sul bellissimo crocifisso che si può ammirare nella nostra chiesa di Santa Maria di Mandria a Padova, in particolare sull’elemento figurativo posto sulla parte più alta dell’opera.
Cari fratelli e sorelle infermi, la malattia vi pone in modo particolare tra quanti, “stanchi e oppressi”, attirano lo sguardo e il cuore di Gesù.
All’inizio c’è lo stupore. Tutto nasce dalla meraviglia e poi pian piano ci si rende conto che non siamo l’origine di noi stessi. «Possiamo solo diventare consapevoli di essere in vita una volta che già l’abbiamo ricevuta, prima di ogni nostra intenzione e decisione. Vivere significa necessariamente essere figli, accolti e curati, anche se talvolta in modo inadeguato», ha scritto l’anno scorso papa Francesco nell’Humana communitas, lettera per il 25° anniversario dell’istituzione della Pontificia Accademia per la Vita.
A conclusione del Giubileo straordinario della Misericordia, papa Francesco aveva chiesto che una domenica dell’anno potesse essere dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio «per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo» (Lettera apo-stolica Misericordia et misera, 7).
Con alcuni giovani delle nostre comunità e don Lorenzo ho partecipato a fine dicembre al 42° incontro europeo dei giovani organizzato dalla comunità di Taizé nella città polacca di Breslavia.
BETLEMME: bet (casa) lehem (pane) CASA DEL PANE 

