UN NUOVO INIZIO...UN NUOVO NOME!
Carissimi da questa prima domenica di Avvento, inizio del nuovo anno liturgico, il bollettino che raccoglie le iniziative e proposte delle nostre tre comunità cristiane assume un nome nuovo: LA VELA. Perché questo nome? Per tre motivi esplicitati anche dai Consigli Pastorali che ne hanno approvato il nome.
Primo motivo: la vela richiama uno strumento nautico, è la parte importante di una barca che non sia a motore, che aiuta il mezzo ad andare avanti lasciando che sia il vento a spingerla. Le nostre comunità cristiane sono uno strumento essenziale affinchè la barca della Chiesa possa proseguire il suo percorso dentro la storia dell’umanità. Siamo consapevoli di essere semplicemente uno strumento! Ma uno strumento che facilita l’andare avanti con coraggio.
Secondo motivo: il vento che soffia sulle vele e fa andare avanti la barca rappresenta il dono dello Spirito Santo! Siamo guidati dentro la storia dallo Spirito che viene dal Padre e dal Figlio. Non siamo soli nella barca della Chiesa e non siamo in balia di venti impetuosi, ma guidati dallo Spirito Santo anche dentro le vicende più impegnative della storia. È lo Spirito che ci infonde coraggio e forza per proseguire il cammino, è lo Spirito che ci dà la vita. E noi desideriamo essere comunità vive, non assopite, ma spinte dalla forza dello Spirito Santo a solcare i mari talvolta in tempesta della vita di oggi. Non siamo soli, siamo parte della Chiesa che in questo momento si sta lasciando condurre dallo Spirito Santo nel cammino sinodale anche nella nostra chiesa di Padova.
Terzo motivo: se guardiamo da un’angolatura diversa la configurazione del territorio in cui viviamo e ci lasciamo guidare da una foto satellitare ci accorgiamo che lo spicchio di terra in cui sono ancorate le nostre case, negozi,
attività varie, si concentra tra il fiume Bacchiglione e il canale Battaglia formando un triangolo che dal Bassanello si apre verso Abano e i Colli euganei. Dall’alto sembra una vela! Una vela che raccoglie la vita di questo territorio abitato da famiglie che vivono il quotidiano della propria vita.
Ci piacerebbe che questo semplice strumento che è il bollettino parrocchiale potesse essere di aiuto alle persone del nostro territorio che ricercano strade per dare un senso profondo alla propria esistenza. Il racconto di quello che viviamo nelle comunità e anche qualche proposta che possa essere una mano che si tende a tante persone che non frequentano più le nostre comunità, per svariati motivi, ma che sono alla ricerca di una risposta alle proprie domande.
La VELA, ci faccia sentire tutti la bellezza di essere in cammino, di essere semplici strumenti, ma preziosi affinchè la barca della Chiesa attraversi la storia con il contributo di ciascuno di noi!
Don Marco, don Mattia ed i Consigli Pastorali
per informazioni e prenotazioni:
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Svegliatevi, ci suggerisce San Paolo, perché il Signore è più vicino ora di quando diventammo credenti, il Signore è ogni giorno più vicino perché ogni minuto che passa si avvicina il momento in cui lo incontreremo. Svegliamoci per evitare che il Signore passi senza che ce ne accorgiamo! A volte infatti le cose che accadono nella nostra vita, ma non siamo pronti ad accoglierle.
A cosa pensiamo quando coniughiamo il verbo ‘salvare’? In realtà lo usiamo spesso nel linguaggio comune: ci affrettiamo per esempio a salvare i nostri documenti sul computer o nella memoria esterna, ci consoliamo quando la nostra squadra si salva evitan-do la retrocessione, ci siamo salvati quando eravamo impreparati e il professore ha interrogato qualcun altro al posto nostro! Sembra quindi che nel linguag-gio comune salvare significhi riuscire a tenere sotto controllo, evitare di rovinare la propria immagine, vuol dire non fallire e superare le prove.
Sebbene sia stato un gesto certamente eroico, l’immagine dell’orchestra del Titanic che suonò fino alla fine, mentre il transatlantico si inabissava, resta un’emblematica immagine di un mondo che non vuole vedere quello che sta avve-nendo. Succede infatti che nei tempi di crisi siamo maggiormente indotti a cercare situazioni che ci possano distrarre. Si tratta di un meccanismo di difesa che automaticamente mettiamo in atto, ma che nello stesso tempo rischia di impedire che ci attiviamo per trovare delle risor-se adeguate che potrebbero aiutarci ad affrontare la crisi.


